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domenica 31 agosto 2014

Torta al cioccolato senza farina...di compleanni e bilanci...

Da sempre aspetto il giorno del mio compleanno con trepidazione, pregustando una giornata in cui sentirmi importante e amata. Una giornata in cui come una bambina aspetto la torta, i messaggi di auguri, i regali e i baci e gli abbracci delle persone che amo. 
E' così da sempre ed ho sempre avuto la fortuna di avere vicino persone, che riuscivano a rendere speciale questo giorno ogni anno. Quest'anno il compleanno coincide con l'anniversario di un evento molto triste per me, che il destino ha voluto legare per sempre a questa data. E così i ricordi tristi si sono sovrapposti alle aspettative gioiose, e le hanno messe proprio in un cassettino lontano. Difficile essere felici e allo stesso tempo tristi, perchè il ricordo è ancora troppo vivo, troppo forte. Ma quello che ho capito è che la vita è così, è fatta dell'una e dell'altra cosa: è complessa, imprevedibile e va presa per quella che è. Come mi è stato recentemente fatto presente da più persone, che mi stanno vicino e che stimo molto, quando una barca a vela è in mare e si trova ad affrontare un'improvvisa tempesta, l'unica cosa da fare è tirare giù le vele, andare sottocoperta, chiudere tutto e mettersi "alla cappa", aspettare cioè che la tempesta passi. E' inutile cercare a tutti i costi di far andare la barca dove volevi che andasse: bisogna lasciarsi trasportare dalle onde anche in una direzione apparentemente sbagliata. Una volta passata la tempesta, solo allora si potrà uscire e guardandosi attorno, capire dove si è, rendersi conto che si è sopravvissuti e ripartire da lì, da se stessi, dalla riscoperta di se stessi. 
Ed ora è questo che devo fare, con la fortuna di avere al mio fianco un co - capitano disposto a seguirmi e in caso di necessità a prendere il timone, e due piccoli marinai che fanno risplendere il sole nel cielo azzurro e le stelle più luminose nelle notti estive.
Nell'auto augurarmi un buon compleanno e tutte le cose bellissime che ho nella mente e nel cuore, festeggio ovviamente con il cioccolato: una torta meravigliosa, di quelle che piacciono a me...un dolce amaro, serio, sensuale ed elegante al tempo stesso, insegnatomi da Csaba dalla Zorza dal suo "Csaba bon marché".
Io l'ho servita accompagnandola con un po' di gelato alla camomilla e timo limone, un abbinamento davvero delizioso che vi posterò prossimamente.


sabato 19 aprile 2014

Tartes aux fraises


 Quando scoperchi il vaso di pandora, finisci per mettere in discussione tutto, per aprire parentesi che non riesci più a chiudere, per perdere il senso delle cose che veramente per te contano.

Ecco questo è quello che mi sta succedendo, e tra le varie cose che sono finite sotto la lente d'ingrandimento, c'è anche questa piccola creatura, questo diario/ricettario, che mi mette faccia a faccia con me stessa, con la mia voglia di aprirmi e comunicare con il mondo e la mia tendenza a chiudermi e a comunicare solo con le mie paure. Tentazioni di abbandonare, dubbi sugli scopi, sulle capacità, sull'esistenza stessa, mi hanno fatto smettere di scrivere, ma non di cucinare. Certo da quando ho iniziato il blog ho vissuto gli anni più difficili della mia vita, per una serie di circostanze che hanno stravolto per due/tre anni il mio mondo come un tornado, e che ora lasciano macerie sulle quali faticosamente ricostruire. 
Ogni appassionata di cucina e ancor più ogni food blogger che si rispetti, ha citato almeno una volta nelle sue produzioni il seguente dialogo, dal film "Julie & Julia":

"Lo sai perchè mi piace cucinare?"
"No, perchè?"
"Perchè dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!"

E non c'è niente altro da dire...è così anche per me!
In più io riparto dai miei adorati libri di cucina, patinati, lucidi, profumati o vecchi, polverosi ed ancor più odorosi e ricomincio dall'amore per la Francia e per i dolci, e dalla semplicità di una margherita, della primavera e di Csaba e delle sue Tartes aux fraises.
Volete mettere come suona "tartes aux fraises" rispetto a "tortine alle fragole" e "pate sucrée" rispetto a "pasta frolla"...ovvio sono la stessa cosa, ma ti sembra di cucinare ad un livello superiore, tres chic!
Con queste delizie da servire a fine pasto, per una merenda o per una Signora Colazione...rigorosamente a letto, vi auguro Buona Pasqua!


sabato 25 gennaio 2014

Madeleines al cioccolato e arancia


Ingredienti:
- una passione sfrenata per la Francia;
- una grande ammirazione per Csaba dalla Zorza, dal cui "Csaba bon marché" ho tratto inspirazione per elaborare questa mia ricetta;
- un ricordo degli studi di letteratura del Liceo...Proust e i flussi di coscienza, provocati dal sapore di un morso di madeleine;
- un marito innamorato che mi ha regalato una mattina libera da impegni, occupandosi di casa e bambini (impagabile!);
- una rivista che acquisto dal 1997 e per la quale ho ritrovato una nuova passione grazie all'opera di restyling del nuovo direttore: La Cucina Italiana;
- la voglia di sostenere una buona causa.

Preparazione:
Oggi è la giornata in cui l'AIRC, l'Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i suoi progetti di ricerca, vendendo ottime arance rosse in moltissime piazze italiane (cercate qui quella più vicino a voi). 
Anche quest'anno "La cucina Italiana" sostiene la ricerca su questo male, che si può prevenire, tra l'altro, proprio con una sana e corretta alimentazione, raccogliendo in una speciale sezione del suo sito e sui principali social, le migliori ricette realizzate con le arance.
L'arancione è un colore che mette allegria, così come il cioccolato e, complici i primi due ingredienti citati nella mia lista, ho pensato di realizzare un dolce dal sapore parigino, che possa regalere un attimo di felicità e godimento a chiunque ne abbia bisogno.
Divertitevi con me preparando le madeleines...tres chic!

domenica 10 novembre 2013

Coq au vin: una voluttuosa esperienza dei sensi!


Sarà che la Francia è sempre stata una delle mie mete preferite, sarà che dopo aver visto Audrey Hepburn, alias Sabrina, andare a Parigi a scuola di cucina come una semplice ragazzina con la coda di cavallo e tornare con un diploma da chef e uno splendido taglio di capelli, nonchè un allure parigino che ho sempre invidiato moltissimo, sarà l'influenza di Julia Child o quella di Csaba dalla Zorza, ma il fatto è che la cucina francese sta entrando sempre più prepotentemente a far parte del mio repertorio.
Parlare di Francia evoca in me splendidi ricordi, di mercati, spezie, fiori e mare della Costa Azzurra; di castelli, prati verdi, mucche al pascolo e fiumi della Loira; di nebbie, maree, finestre e porte colorate, gelidi oceani e manieri incantati della Bretagna; di lavanda, profumi, colline e artisti di strada della Provenza; di baci sotto la Tour Eiffel, di arte, di persone e di colori di Parigi.
Cosa quindi c'è di più suggestivo di poter portare in tavola un delizioso "coq au vin"?
Questo piatto di origini antichissime, pare infatti che venne servito a Giulio Cesare dopo la conquista della Gallia, è diventato ancora più famoso grazie all'opera di diffusione della cucina francese di Julia Child, la quale lo presentò alle casalinghe americane l'11 maggio 1995 nella trasmissione "Good Morning America". Già "solo" per queste caratteristiche questo piatto ha attratto la mia attenzione, ma nel preciso istante in cui ho cominiciato a preparare gli ingredienti, a sorseggiare un bicchiere di vino rosso e sentire i profumi sprigionati, il coq in questione mi ha definitivamente conquistato.
Prepararlo e mangiarlo sono, credetemi, una voluttuosa esperienza dei sensi! 
Nella versione di Csaba (dal libro "Csaba bon marché"), che ha il dono di rendere le ricette semplici e veloci, è davvero alla portata di ogni uomo o donna che voglia sorprendere la propria compagna o compagno con una cena francese a lume di candela: tres chic! Provare per credere! Alessandro era decisamente soddisfatto e... riconoscente!

P.S.
Rispetto alla ricetta di Csaba, ci sono solo un paio di varianti: una piccola sgrassata, perchè tra burro, olio e pancetta mi sembrava un po' troppo e la mancanza del Cointreau (perchè non l'avevo in casa). 

mercoledì 22 maggio 2013

Fermiamoci un momento e...prepariamo la baguette!

"Il pane fatto in casa è uno dei lussi accessibili ai quali non rinuncio - più sano, più buono, molto più economico di quello che trovo nei negozi."
                         (Csaba dalla Zorza)

Il pane fatto in casa è davvero un lusso, perché nelle nostre super impegnate e indaffarate vite, sempre a rincorrere una scadenza sul lavoro, una festa o una riunione di più della scuola dei nostri figli, un elettrodomestico che smette all'improvviso di funzionare, o qualsiasi altra cosa ci sia venuto in mente di infilare a forza in quei dieci minuti rimasti vuoti nella nostra agenda, il tempo per impastare, far lievitare e cuocere una creatura "viva" come il pane, sembra davvero inesistente. Sono di quelle esperienze che sembrano essere rimaste relegate al weekend in agriturismo con esperienza di cucina locale, mentre io credo e sostengo fermamente che arrivati al punto in cui siamo, non si possa continuare a correre sempre e solo dietro un'inafferrabile idea di "non rimanere indietro"! Indietro rispetto a chi? Indietro rispetto a cosa? Smettiamola, in tutti i campi della nostra esistenza, di pensare che per andare avanti, per uscire dalla crisi, per avere dei figli più in gamba, dimostrando così di essere dei super genitori, si debba per forza correre, produrre di più o far anticipare tutte le tappe della crescita e dello sviluppo. 
Cambiamo i parametri con cui siamo cresciuti! Il mondo ci sta dicendo chiaramente che è ora di fare un passo indietro per andare avanti, è ora di recuperare abitudini ed abilità del passato ed interpretarle ed attualizzarle con le conoscenze che abbiamo acquisito nel tempo. In quest'ottica rientra  ad esempio, il sempre crescente interesse per la coltivazione di piccoli orti in città, ricavati su piccoli appezzamenti di terreni e in balconi o terrazzi: passione che mi ha investito da un paio di anni a questa parte e di cui vi racconterò in un prossimo post. E rientra anche l'idea di recuperare saperi culinari che da anni ci siamo scordati di mettere in pratica e di tramandare alle generazioni future. Abituati ad avere tutto pronto al supermercato sempre aperto a qualunque ora del giorno e della sera, domenica compresa, fare il pane in casa è una vera rivoluzione!
Eccomi quindi in un pigro pomeriggio in cui pioggia e umido non intendono ancora lasciar spazio ad un inizio d'estate, a sperimentare un'altra ricetta dell'ultimo libro di Csaba dalla Zorza, "Csaba bon marché": la baguette fresca! Seguitemi nella ricetta che potete trovare nel suo libro e non ve ne pentirete! A patto ovviamente di mettersi d'impegno e rinunciare per una volta all'impastatrice per scegliere lo strumento migliore che avete in casa: le vostre mani!
La mia Ginevra, dopo il primo assaggio mi ha detto: "Mamma il tuo pane è in assoluto il più buono di tutti quelli che abbiamo mai comprato!"
Cosa altro dire se non...grazie Csaba!



domenica 5 maggio 2013

Bonjour!

O meglio Bonjour, Paris!, come il titolo del primo capitolo del nuovo libro di Csaba dalla Zorza "Csaba bon marchè", che mi sono regalata e, visto l'argomento, divorata, la scorsa settimana.
Amo i libri, per il loro essere tali in tutti i sensi. Amo comprarne di nuovi, e come prima cosa annusarne il profumo; sfogliarli in un momento tutto dedicato a me e a loro, in un'intimità quasi romantica. I libri della Luxury Books, ed in particolare quelli di Csaba, sono un vero e proprio lusso. Copertina rigida, stampa lucida, grande formato e splendide fotografie. Così qualche settimana fa ho deciso di farmi un regalo e ho acquistato due testi dall'allure parigino, che mi hanno conquistata. In particolare "Csaba bon marchè" si presenta con uno splendido color carta zucchero ed immagini di cibi, che ti fanno immediatamente venire voglia di mangiarli e per gli appassionati di cucina come me, di provarli e di presentarli con la stessa elegante semplicità che contraddistingue l'autrice. 

Raramente nella mia collezione di libri e riviste di cucina ho trovato ben 85 ricette, che incontrano il  mio gusto personale, ossia l'intero contenuto del libro. La questione ora resta solo quella relativa all'organizzazione: quante ricette alla settimana riuscirò a provare, e soprattutto quante verranno bene?

Ieri sera ho deciso che era il momento di cominciare e, considerato il tempo ancora brutto e freddo previsto per i prossimi giorni, ho pensato di scaldare gli animi della mia famiglia con una speciale colazione domenicale, sperimentando la ricetta dei "pain brioches" al cioccolato e di quelli con zucchero e marmellata.
Non mi pongo obiettivi colossali come quelli di Julie Powell nel film "Julie & Julia" (che tra parentesi è un vero e proprio "must" per gli appassionati di cucina e di scrittura): 524 ricette in 365 giorni sarebbero davvero troppe per la mia già super piena vita familiare e lavorativa, ma 85 in un tempo non troppo lungo mi sembrano molto più affrontabili.
Riporto di seguito le ricette di Csaba consigliandovi assolutamente di provare queste fragranti, deliziose e "peccaminose" (ah, il burro della cucina francese!!!) brioches!

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