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domenica 5 giugno 2016

Plumcake di farro con cocco e fragole

Viviamo in un mondo in cui ogni giorno ci dicono cosa ci fa male mangiare: carne, latticini, zucchero, grano, ecc...
Viviamo in un mondo in cui tutto quello che mangiamo ci fa male, perché coltivato con pesticidi, erbicidi, fitoestrogeni o allevato in condizioni a dir poco indegne, nutrito con scarti e imbottito di antibiotici, ecc...
Io non sono vegetariana e penso che, come il leone può e deve mangiare una gazzella, io una volta ogni tanto posso anche mangiare un pollo o una mucca. Ma sono per l'uso dell'intelligenza e dell'umanità e mi sono francamente stancata di non sapere più come muovermi in un mondo governato solamente dal profitto, che fa passare in secondo piano la qualità e la salute. 
Non sono nemmeno un medico e non posso dispensare consigli su cosa è bene mangiare e su cosa no, ma credo che una "decrescita felice" applicata anche al nostro modo di fare la spesa sia ormai imprescindibile. In un mondo come il nostro, dove è il mercato a governare il cervello dei nostri governanti, cerchiamo di essere partecipi e principali attori del cambiamento. Chiediamo cibo sano, biologico, coltivato nel rispetto della nostra amata terra, che faccia bene a noi e ai nostri figli e che possa lasciare loro una terra ancora sana da coltivare. Facciamo aumentare la domanda delle cose sane, affinché costino meno, perché non si può spendere così tanto per mangiare in modo sano.
Tutto questo nasce da una coscienza green che mi perseguita da qualche anno e da una gastrite cronica che mi tormenta da sempre. Ho trovato un medico in gamba, che mi ha costretto a fare due mesi di sacrifici attraverso una "dieta", che non vi starò a raccontare, perché tarata su di me personalmente, come dovrebbero essere tutte le diete. Mi ha costretto però a sperimentare quanto quello che mangiamo sia davvero influente sul nostro benessere e sulla nostra energia: mi ha costretto a constatare che il mio palato può sentire gusti nuovi e apparentemente strani ed imparare ad apprezzarli . Il mio palato non è più tornato come prima: ora si accorge se un cibo è genuino o pieno di additivi e conservanti e chiede cose diverse da prima. È come se mi fossi disintossicata e ora riuscissi davvero ad ascoltare di più le esigenze del mio corpo. Non è stato facile e non lo è sempre, ma è un percorso molto interessante.
Questo plumcake è uno dei tanti esperimenti: ottimo per la stagionalità della frutta e perché non contiene zucchero. Adatto per la colazione e la merenda dei grandi e piccoli.


domenica 8 novembre 2015

Piccoli lussi veri... Muffin integrali al cocco e lamponi

Credo che il lusso sia un concetto molto relativo. Non si tratta per forza di possedere cose costose o fare attività che richiedano ingenti quantità di denaro; credo si tratti principalmente di concedersi qualcosa, sia essa un'attività, una non-attività o un oggetto, che si desidera fortemente e che non ci si può concedere frequentemente.
Venerdì pomeriggio il mio lusso è stato concedersi un momento di condivisione con una mia carissima amica, una persona solare e positiva, che quando entra in una stanza la illumina.
Questa mattina invece il mio lusso mi è stato regalato dai miei meravigliosi figli. Ieri sera io e mio marito avevamo chiesto loro di lasciarci dormire un po' di più la domenica mattina, perché eravamo reduci da una settimana molto faticosa. Nonostante sia uno dei miei momenti preferiti quello in cui si svegliano e si tuffano nel nostro letto per dormire altri dieci minuti con noi o per guardare i cartoni animati o solo per profumarci il letto di bimbi, qualche minuto in più di sonno a volte è davvero necessario.
Questa mattina, puntuali come orologi i miei piccoli si sono svegliati alle sette, ma invece di venire in camera nostra, hanno acceso le luci della loro camera, preso giornalini con adesivi e cominciato a giocare in relativo silenzio sui loro letti. Il piacere più bello non è stato quello di dormire qualche minuto in più, visto che comunque il mio orologio biologico è ormai puntato sempre alla stessa ora, ma poter stare sotto le coperte ad ascoltarli non vista, a sentire che si erano presi cura dei loro genitori e che giocavano tra loro affettuosamente.
In entrambe le lussuose occasioni ho accompagnato il pomeriggio e il risveglio con questi meravigliosi muffin, tratti dal nuovissimo libro di Csaba dalla Zorza, "Good Food", libro intelligente e molto attuale, che parla del lusso di volersi bene, e di curarsi, nel senso di prendersi cura di sè attraverso il cibo "vero, cucinato in modo semplice e sano".
I muffin, come la maggior parte di ricette di Csaba sono di semplice realizzazione, ma di grande effetto. Appena infornati la casa profumava di cannella e cocco, di cose semplici e genuine di quei lussi veri ai quali li ho ovviamente associati.

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