martedì 26 febbraio 2019

La magia della luce nei profumi delle candele di Cera una bolla



Cera una bolla


Qualche tempo fa ho trasformato una favola, un sogno di bambina in realtà. 
Quando ero piccola immaginavo sempre di entrare nella televisione e di poter giocare con i personaggi dei miei cartoni preferiti. Oggi, da adulti, certe cose sono cambiate sotto molti aspetti, ma rimangono simili sotto altri e permane un mondo infantile che sarebbe un peccato perdere. Siamo completamente rapiti dal mondo di Instagram, che ha in buona parte sostituito il fascino della tv: su Instagram si creano personaggi, icone, si fanno affari, si promuove la propria attività, si scrivono e si dicono anche tante sciocchezze, ma a ben guardare anche tante cose belle. In questo periodo della mia vita sono affascinata dalle persone che sanno realizzare qualcosa con le loro mani, che hanno un sogno e lo trasformano in realtà, che hanno il coraggio di lanciarsi in un'attività e in un lavoro che i nostri genitori non avrebbero forse capito. Forse perché in parte è anche un sogno mio, perché mi piace lavorare con le mani, produrre cose, lasciare andare a ruota libera la mia parte creativa o forse perché, scegliendo bene, ci sono davvero delle belle realtà e delle belle persone.
Due di queste sono a mio parere Marika e Sara di Cera una bolla (su Instagram @cera_una_bolla e su internet si trovano in un sito appena rinnovato dotato anche di e -shop www.ceraunabolla.com), rigorosamente senza apostrofo per un profumato gioco di parole; ed io ho potuto entrare nel mondo virtuale di Instagram e conoscerle personalmente andandole a trovare nel loro Labollatorio. E' stata una bellissima mattina, che posso raccontarvi solamente ora perché, oltre a fare scorta di candele per almeno sei mesi, ne ho approfittato per acquistare alcuni regali per persone speciali, che non potevano certo leggere qui sul blog quale fosse il loro dono prima del tempo stabilito.
Marika e Sara, compagne nella vita e nel lavoro, mi hanno accolto con affetto, come se ci conoscessimo da anni: abbiamo condiviso qualche ora insieme ad una fetta di torta e una tazza di caffè, a qualche chiacchiera sul mondo virtuale, che tanto frequentiamo e sui vari personaggi che lo popolano, e mi sono trovata subito in sintonia con le loro idee e il loro modo di pensare. Sono persone semplici, ma determinate, che hanno il sogno di "rendere il mondo un posto migliore profumandolo". Trasmettono passione e amore per quello che fanno e per la loro vita e questo si percepisce anche dalle loro creazioni.

Ho ovviamente conosciuto anche "i tre moschettieri", tre fantastici cagnolotti, che dividono con loro casa e giardino e che loro fanno parlare con divertentissime scenette nelle stories di Instagram: non si offendano Modì e Spazzola, ma io sono da sempre innamorata di Frida!
Nel loro Labollatorio le ragazze producono candele in cera di soia, profumatori per ambienti, incensi naturali e oggetti per la decorazione della casa in eco cemento e legno. Io avevo già provato tramite l'acquisto nel loro negozio online alcuni loro prodotti, ma quella mattina ho avuto l'occasione, che spesso si può avere nei mercatini ai quali partecipano, di annusare tutte le loro essenze e di essere anche un po' guidata nella scelta di quelle che sono poi diventate le mie preferite.
Di seguito qualche foto e qualche impressione, puramente personale, un po' alla madeleine de Proust, dei profumi che più mi hanno conquistato.

mercoledì 13 febbraio 2019

San Valentino...dobbiamo sempre polemizzare su tutto?


Si può cominciare un post con “Uffa, che noia!”

Uffa che noia la gente che per partito preso fa polemica su tutto! Adesso, come ogni anno tocca a San Valentino.

“È una festa inventata!” (mia nonna aggiungerebbe dagli Americani)
- Ok e allora? Non possiamo avere una festa in più?

“Bisognerebbe ricordarsi dell’amore tutto l’anno e non solo perché c’e San Valentino!”
- D’accordissimo ma allora che fastidio vi dà un giorno specifico che ci ricorda quello che in fondo è il motore del mondo, ossia l’amore? 


Nessuno è obbligato a festeggiare nulla, a spendere soldi in regali, che comunque fanno sempre piacere, o in costose cene a base di cibi afrodisiaci. Ma diciamocelo francamente: tutti in fondo al nostro essere più profondo siamo alla ricerca di un compagno o di una compagna, sia esso umano, felino, canino, siano i nostri figli, le nostre migliori amiche o perché no, i nostri genitori o i nostri fratelli e sorelle. 
Perché? Perché essere amati ed amare fa bene a tutti, al corpo, allo spirito e alla mente. Amare fa produrre endorfine e serotonina che sono la base chimica della felicità. E siamo forse al mondo per piangere e soffrire? E allora basta!!! 
Declinatevi questa festa a modo vostro, ignoratela il 14 febbraio e ripetetela tutti gli altri giorni dell’anno (vi voglio poi vedere all'opera poi, cari i miei sostenitori di questa tesi...), ma cogliete l’importanza del messaggio! L’amore è quello che conta! Spargiamolo nel mondo al posto di sentimenti cinici, che fanno tanto ridere, razzisti, che vanno tanto di moda, o polemici che rompono tanto a tutti. Rendiamo il mondo un posto migliore, come quello dove sognate di trovarvi quando siete immersi nel lavoro fino al collo e sognate solamente di evadere

E per non essere tacciata di provocare a qualcuno il diabete vi ho messo la foto del mio Artù, giovane felino che amo follemente, nonostante abbia un marito dal quale mi aspetto almeno una confezione di cioccolatini: perchè che mi ama, lo so tutti i giorni, lo vedo dai suoi occhi, da tutte le piccole e grandi cose che fa per me quotidianamente, da come mi cerca, mi stringe o mi bacia, ma io alla cioccolata non resisto, ai regali nemmeno e....domani è pure il mio onomastico!
Baci a tutti! 
E BUON SAN VALENTINO...brontoloni!

domenica 6 gennaio 2019

I Befanini


Rieccomi con voi con una ricetta per chiudere queste feste natalizie che sono state particolarmente impegnative, per una serie di ragioni anche poco felici, ma che hanno messo in evidenza le vere amicizie, i veri affetti e amori, e mi hanno fatto capire quanto io sia fortunata, anche se tendo sempre a vedere la parte vuota del famoso bicchiere mezzo pieno (o vuoto, appunto).
E' una ricetta dolce (tanto non si è mangiato nulla in questi giorni...), ma di un dolce soffice, che sa di casa, di bambini e di risate e di leggerezza (sia nel gusto che nella vita) e, in questo caso particolare, anche di mare.
I Befanini sono biscotti che io ho conosciuto grazie alla famiglia di mio marito a Viareggio: sono infatti un dolce tipico della Versilia ed in generale della Provincia di Lucca, che si prepara tradizionalmente per l'Epifania e si trova in tutti i forni anche nei giorni precedenti e successivi. Tradizionalmente si scambiavano con amici e parenti o si mettevano, avvolti nell'alluminio nelle calze dei bambini, insieme ad altri dolciumi.
Ho visto che esistono varie versioni della ricetta, come succede sempre con le ricette tradizionali che diventano parte integrante delle nostre vite familiari, che poi si vantano sempre di avere la versione più veritiera.
Questa che vi riporto di seguito l'ho trovata in un librino sui dolci toscani, edito e stampato proprio a Lucca e l'ho leggermente modificata, ma a giudicare dall'apprezzamento dei Viareggini che li hanno gustati oggi, sono davvero molto vicini agli originali gustati in Toscana.
Provateli, sono veramente semplici, buoni e divertenti da fare anche con i bambini, per condividere con loro un ultimo pezzetto di vacanze prima di riprendere il ritmo frenetico degli impegni scolastici e lavorativi.

martedì 18 settembre 2018

I gioielli di Sara "Aspetta e vedrai"

Oggi, come promesso inauguro una nuova sezione del blog che come si evince chiaramente dal nome parlerà delle cose che piacciono a me, che ho scoperto di recente, e che tendenzialmente ho acquistato e provato. Parlerà di persone creative, che realizzano cose con le loro mani, con il loro cuore e con la loro testa, persone che lavorano per passione e che hanno reso la loro passione un lavoro. Non sono interviste, anche se un giorno mi piacerebbe poterle conoscere di persona e farmi raccontare la loro storia, e soprattutto non sono pagine pubblicitarie. Sono racconti, d'altro canto questo blog ha il presupposto di raccontare storie, che però non riguardano solo la cucina; racconti di piccole realtà che ho scoperto e che mi piacciono molto per come sono realizzate o a volte per il tipo di persona che si intravede dietro questi oggetti o ancora per la filosofia e le idee che portano avanti.


Il primo post di questa categoria è dedicato ad una ragazza di nome Sara che realizza collane, braccialetti e altri gioielli partendo un po' dal concetto che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Sara infatti realizza i suoi gioielli partendo da cocci di piatti rigorosamente già rotti. Non è esattamente la stessa cosa, ma mi ha ricordato quella tecnica giapponese che si chiama Kintsugi: so che Sara non ripara, ma crea preziosità e bellezza da un coccio e, come nell'antica arte giapponese, rende l'idea che dall'imperfezione possa nascere qualcosa di ancora più unico e perfetto e prezioso.
L'ho conosciuta virtualmente su Instagram con il nick name di @sara.aspettaevedrai e, da appassionata di piatti, tazzine e antichi oggetti di cucina, mi sono subito innamorata dei suoi lavori. Ci ho messo un po' di tempo a scegliere cosa acquistare, un po' perché comprerei quasi tutto, e non posso permettermelo, un po' perché volevo trovare nei suoi oggetti quelli che rappresentassero anche me. Di solito è questo tipo di incontro che fa scattare la scintilla tra produttore e acquirente e a me è successo con le tre collane che vedete in queste foto.


Quello che mi ha colpito nei suoi lavori è sicuramente il riutilizzo creativo di un oggetto che sarebbe stato buttato e il fatto che questo riutilizzo possa dare vita proprio a gioielli, ossia a quelle cose che compriamo per farci una coccola, per sentirci più belle o che li riceviamo o regaliamo a nostra volta come gesto d'amore. Riassumendo, Sara trasforma un "rifiuto", in bellezza e amore. E anche già solamente per questo aspetto potete capire cosa intendevo dicendo che apprezzo la filosofia che c'è dietro questi oggetti.

Ma non basta una buona idea: i gioielli sono davvero molto belli e ben fatti, c'è una buona scelta di varietà di temi a volte racchiusa in capsule collections che lei realizza con un tema specifico. 

Ad esempio, se visitate il suo sito www.aspettaevedrai.com o la cercate nei mercatini in giro per l'Italia, potete trovare il tema delle città o da ultimo quello degli spartiti o delle note musicali. 

Infine ha realizzato una collezione che racchiude in un amuleto la bellezza della natura che si chiama "Floralia" e un'altra piccola collezione realizzata in collaborazione con un'altra artigiana creativa ("il sartino naturale") che tinge i tessuti con cose naturali tipo bucce di cipolla o foglie, creando effetti davvero incredibili, come il cuoricino qui a fianco. Il packaging è molto curato, anche se semplice e tutte le collane mi sono arrivate con un profumatissimo omaggio, come ringraziamento.
Altra cosa che mi è piaciuta e verso la quale mi sento affine è che mette al centro della sua vita la famiglia e i ricordi: lavora infatti con suo marito Elia, nella vecchia casa della nonna posta sulle colline tra Reggio Emilia e Parma, insieme ad una piccola aiutante di nome Luisa. 
Il resto ve lo lascio scoprire da soli: fatemi sapere cosa ne pensate e se vi è piaciuto il mio suggerimento. Un saluto a Sara, ed un grazie per i tuoi lavori. 




sabato 1 settembre 2018

Del perché non ho più scritto per tanto tempo


Scrivere è sempre stata una mia grande passione, così come cucinare.
In questo ultimo anno ho avuto una serie di difficoltà fisiche e non, a volte anche tra loro interconnesse, che mi hanno costretto a diete molto restrittive, non tanto nelle quantità del cibo quanto nella quantità degli alimenti ammessi e ho completamente perso la voglia di cucinare, perfino di sperimentare. Inoltre tenere il blog era diventato un lavoro e non più un piacere, perché sentivo di dover obbedire a delle regole non mie, perchè io un lavoro a tempo pieno l'ho già e pure una famiglia ancora piuttosto impegnativa e tanto bisogno di spazio libero per me, per i tanti interessi che mi si agitano dentro. Ho osservato molto anche del mondo dei blog e dei social e ho cambiato tanto la mia idea iniziale. Ho fatto conoscenza virtuale di un mondo di donne a mio parere eccezionali che fanno davvero bene il loro mestiere con onestà, integrità, tanto impegno e passione di cui un giorno mi piacerebbe parlarvi. Io sono sempre qui, in costruzione, in confusione...non so ancora cosa voglio fare da grande anche se di anni ne ho appena compiuto 41. Ma vorrei tentare di seguire le mie passioni, senza per forza stravolgere la mia vita o inventarmi un nuovo lavoro. Con questo non so bene dirvi cosa aspettarvi: sicuramente un po' di sperimentazione, un po' di nuovi giochi e tanti nuovi argomenti. Se il gioco mi sembrerà prendere un buon avvio e mi renderà soddisfatta, e perché no piacerà anche a voi, trasformerò anche questo piccolo spazio in qualcosa di più delineato. Prima lasciatemi provare a gestire anarchicamente questo spazio, opportunità straordinaria dei nostri tempi. Ovviamente avrò bisogno di un po' di aiuto anche da parte vostra per capire se quello che sto facendo può essere interessante non solo per me, ma anche per chi ha voglia di dedicare cinque o 10 minuti del suo tempo a leggere le mie parole: e di questi tempi fatti di stories di 15 secondi sono davvero un investimento. Quindi non esitate a contattarmi a commentare e fare due chiacchiere virtuali con me.
Per ora vi lascio con una delle foto di quest'estate che più amo e che più mi rappresenta in questa fase della mia vita: una fase di ricerca, di bisogno di pace interiore ed esteriore, di rallentare i tempi di una vita frenetica che non corrisponde più a quello che voglio e di cui ho bisogno.

domenica 5 giugno 2016

Plumcake di farro con cocco e fragole

Viviamo in un mondo in cui ogni giorno ci dicono cosa ci fa male mangiare: carne, latticini, zucchero, grano, ecc...
Viviamo in un mondo in cui tutto quello che mangiamo ci fa male, perché coltivato con pesticidi, erbicidi, fitoestrogeni o allevato in condizioni a dir poco indegne, nutrito con scarti e imbottito di antibiotici, ecc...
Io non sono vegetariana e penso che, come il leone può e deve mangiare una gazzella, io una volta ogni tanto posso anche mangiare un pollo o una mucca. Ma sono per l'uso dell'intelligenza e dell'umanità e mi sono francamente stancata di non sapere più come muovermi in un mondo governato solamente dal profitto, che fa passare in secondo piano la qualità e la salute. 
Non sono nemmeno un medico e non posso dispensare consigli su cosa è bene mangiare e su cosa no, ma credo che una "decrescita felice" applicata anche al nostro modo di fare la spesa sia ormai imprescindibile. In un mondo come il nostro, dove è il mercato a governare il cervello dei nostri governanti, cerchiamo di essere partecipi e principali attori del cambiamento. Chiediamo cibo sano, biologico, coltivato nel rispetto della nostra amata terra, che faccia bene a noi e ai nostri figli e che possa lasciare loro una terra ancora sana da coltivare. Facciamo aumentare la domanda delle cose sane, affinché costino meno, perché non si può spendere così tanto per mangiare in modo sano.
Tutto questo nasce da una coscienza green che mi perseguita da qualche anno e da una gastrite cronica che mi tormenta da sempre. Ho trovato un medico in gamba, che mi ha costretto a fare due mesi di sacrifici attraverso una "dieta", che non vi starò a raccontare, perché tarata su di me personalmente, come dovrebbero essere tutte le diete. Mi ha costretto però a sperimentare quanto quello che mangiamo sia davvero influente sul nostro benessere e sulla nostra energia: mi ha costretto a constatare che il mio palato può sentire gusti nuovi e apparentemente strani ed imparare ad apprezzarli . Il mio palato non è più tornato come prima: ora si accorge se un cibo è genuino o pieno di additivi e conservanti e chiede cose diverse da prima. È come se mi fossi disintossicata e ora riuscissi davvero ad ascoltare di più le esigenze del mio corpo. Non è stato facile e non lo è sempre, ma è un percorso molto interessante.
Questo plumcake è uno dei tanti esperimenti: ottimo per la stagionalità della frutta e perché non contiene zucchero. Adatto per la colazione e la merenda dei grandi e piccoli.


giovedì 24 dicembre 2015

Biscotti meringati al cioccolato


Fa la la la la, la la la laaaa
In questi giorni mi trovo spesso a cantare questa dolce e allegra melodia! Nonostante tutto, nonostante la fretta, le corse, la fatica di star dietro a tutto e a tutti, la fatica di organizzare perché tutto sia perfetto per le persone alle quali voglio più bene al mondo, nonostante pensassi di non farcela proprio quest'anno ad entrare nello spirito natalizio...questa piccola melodia che si insinua ostinatamente nella mia testa e che mi fa cantare e quasi saltellare tra un impegno e l'altro mi ha fatto capire che lo spirito di Babbo Natale si è impossessato di me. 
E allora vai con renne, slitte, elfi, Babbi e Gesù bambini nella mangiatoia; inondiamoci di rosso, di profumo di abete e di lucine colorate. Pacchi, fiocchetti, coccole e calore. Nel mio caso comunque penso che sia stata colpa di un paio di calze antiscivolo, che potete vedere ai miei piedi qui sotto, regalatemi da mio marito, che una volta indossate non riesco più a togliere. Sono le calze dello spirito del Natale!

E allora un augurio sincero a tutti di un Natale sereno e felice, fatto solo di quelle cose che sono davvero importanti, di quei regali che in fondo tutti vorremmo e dovremmo trovare sotto l'albero: salute, amore e felicità. E tanta famiglia! La mia è fatta da un marito premuroso e sempre attento, che non mi fa mai mancare nulla e che mi ricorda sempre la giusta prospettiva con cui guardare le cose: un marito che è la mia anima gemella, la mia metà della mela platonica e che spero possa avere da questo Natale tutto ciò che desidera. Da due bellissime creature che sono diventate la nostra bussola, le nostre stelle Polari: loro ci danno la direzione, la rotta da seguire ed il viaggio con loro è meraviglioso. Da una mamma e un papà sempre presenti, con i quali cucinare insieme, mettere a posto casa (non chiedete...ogni mamma ha le sue fisse...) e battibeccare continuamente senza mai mettere in discussione l'amore reciproco. Da una sorella piccola (si fa per dire) che diventa sempre più grande e in gamba, e che avrebbe bisogno di trovare un po' di felicità sotto l'albero. Da tre splendidi e luminosi angeli custodi, che mi mancano come l'aria, che rendevano unici e speciali i giorni passati insieme. Vorrei poter ancora passare la Vigilia a mangiare le frittelle di baccalà con lo zio, a sentirlo prendere in giro la zia e leggere nei suoi occhi tanto amore, a stringerlo e baciarlo sulle sue guance ruvide di barba; a vedere le mie nonne darsi reciprocamente fastidio, a vedere i loro occhi brillare nel vedere i figli, nipoti e bis nipoti tutti riuniti insieme a dire la poesia di Natale davanti ad un Gesù bambino quasi a grandezza naturale. 
Ora basta se no qui si piange troppo...Auguri di uno splendido Natale, auguri di tanto amore!
Vi lascio una splendida ricetta che ho trovato facile, veloce ma soprattutto buonissima: l'autrice è Laurel Evans del blog "Un'americana in cucina", che presenta sempre delle ricette eccezionali: grazie Laurel di questo regalo!
Sono biscotti perfetti da lasciare per Babbo Natale, insieme ad un bel bicchiere di latte e a qualche carota pe le sue renne... fa la la la la, la la la laaaa